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Convegno "Povertà e bene comune. L'attualità dell'insegnamento teresiano nel quadro della crisi economica".

04/10/2013

Promosso dal Monastero delle Carmelitane scalze "S.S. Giuseppe e Teresa" di Terni, in collaborazione con la Caritas e con l'Università di Terni, giovedì 10 ottobre è in programma il convegno "POVERTA' E BENE COMUNE. L'ATTUALITA' DELL'INSEGNAMENTO TERESIANO NEL QUADRO DELLA CRISI
ECONOMICA" che si terrà dalle ore 16.30 presso aula 2 della Facoltà di Economia - Sede di Terni adiacente alla basilica di San Valentino.

Presiederà l'incontro Alessandro Montrone, presidente del corso di laurea in Economia
aziendale di Terni, con gli interventi di Simone Guerra assessore alla Cultura del Comune di Terni, Madre Maria Mercedes priora Carmelitane Scalze di S.S.Giuseppe e Teresa di Tern, monsignor Antonio Maniero vicario della Diocesi di Terni Narni Amelia e con le relazioni di: Pierluigi Grasselli Facoltà di Economia-Università degli Studi di Perugia "Povertà e bene comune"; "La sobrietà al tempo della crisi economica: la lezione di Santa Teresa d'Avila" Cristina Montesi Facoltà di Economia-università degli Studi di Perugia; "Una riflessione sulla povertà a Terni" Claudio Daminato Direttore Caritas Diocesana di Terni Narni Amelia; "Azioni di contrasto all'esclusione nella prospettiva comunitaria" Antonello Scialdone Dirigente Progetto Innovazione sociale ISFOL.

I poveri hanno abitato tutte le forme di società che gli esseri umani storicamente si sono dati a conferma che, accanto ai diversi modelli di sviluppo economico (imperfetti) che nel tempo hanno segnato le forme della convivenza sociale, ciò che l'intelligenza umana ha sviluppato in termini di progresso ha paradossalmente prodotto delle vere e proprie controfinalità quali più ricchezza, più povertà; più reti di comunicazione, più solitudini; più crescita economica, più infelicità.
Questo convegno, che si inserisce nel quadro delle celebrazioni di Santa Teresa d'Avila, intende declinare la questione della povertà su più registri interdisciplinari e da diversi punti prospettici, con l'ambizione di farli convergere verso un medesimo obiettivo di bene comune.
Oggi, piuttosto che di povertà si è in presenza, da un lato, di un processo d' impoverimento dinamico che, a seguito della crisi economica, investe un numero crescente di persone e famiglie pur in presenza di un consumismo dilagante, dall'altro di un livello di concentrazione del patrimonio e della ricchezza in pochi soggetti tale da compromettere la coesione sociale.
A questo riguardo può essere particolarmente preziosa per tutti la "mistica dell'affettività" di Santa Teresa d'Avila che, nel postulare il giusto distacco dalle cose materiali e dalla vanità, la trasformazione della persona mediante le virtù (e, per chi è credente, anche mediante la preghiera), l'amore per il prossimo, può combattere da un lato il feticismo della merce facendo recuperare
ai soggetti il senso autentico del proprio essere e del proprio operare, dall'altro può contrastare l'indifferenza e il narcisismo ricostituendo quel tessuto di beni relazionali (amicizia, fratellanza, partecipazione alla vita politica o comunitaria) preziosi per una "vita buona" sia sociale che spirituale.


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