“PROTETTO RIFUGIATO A CASA MIA – CORRIDOIO UMANITARIO”.

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“PROTETTO RIFUGIATO A CASA MIA – CORRIDOIO UMANITARIO”.

02/03/2018

La Caritas diocesana ha aderito alla richiesta di Caritas Italiana di accogliere in ogni diocesi, delle persone che hanno trovato rifugio nei campi profughi in Etiopia.

Tale iniziativa rientra nel protocollo di intesa siglato il 12 Gennaio 2017 tra la Conferenza Episcopale Italiana insieme alla Comunità di Sant'Egidio e il Governo italiano per l’apertura di un Corridoio Umanitario dall’Etiopia e  finanziata dalla Conferenza Episcopale Italiana con i fondi dell'8x1000.

Dal 27 Febbraio 2018 sono stati accolti, in collaborazione l’Associazione di volontariato San Martino che curerà tutti gli aspetti gestionali,  n. 2 nuclei familiari di nazionalità Eritrea, per un totale di n. 11 persone così composti:

1° nucleo: padre, madre e 5 figli, tutti minori.

2° nucleo: madre, 1 nipote e 2 figli, tutti minori.

Ad accoglierli nella casa di Capitone il vescovo Giuseppe Piemontese insieme al direttore della Caritas diocesana, il presidente dell’associazione San Martinono e il parroco don Raffaele e le persone che vivranno con loro in questo periodo. 

Il progetto ha lo scopo di “favorire l’arrivo in Italia in modo legale e in condizioni di sicurezza dei potenziali beneficiari di protezione internazionale, in specie i soggetti più vulnerabili”.
La Chiesa italiana, tramite i suoi organismi Caritas e Migrantes, insieme alla Comunità di Sant’Egidio, è in prima linea nell’attivazione di vie legali e sicure per far entrare in Italia donne, uomini e bambini che vivono da anni nei campi profughi dell’Etiopia ed evitare così le morti in mare e i percorsi nell’irregolarità.
Si tratta principalmente di profughi eritrei, sudanesi, sud-sudanesi e somali.


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